Credo
che l’uomo stia smarrendo totalmente la capacità di riconoscere e gestire le proprie
emozioni. In ogni contesto sociale vige la regola del "fuori controllo". Tristezza, ansia, grande felicità, isterismi, paure, vendette, odio, gelosie, tutto portato all'eccesso. La società si modifica velocemente, mentre
l’evoluzione del nostro repertorio emozionale avviene mediante un processo
lento, basato principalmente sull’esperienza, il più delle volte bruciata senza
consapevolezza dei momenti vissuti. A tal proposito, ho recuperato un’intervista al premio Nobel Rita
Levi-Montalcini la quale ha espresso il suo punto di vista circa i periicoli insiti nel cattivo utilizzo della parte limbica del cervello, sede appunto delle nostre emozioni. A mio avviso le sue parole sono a dir poco illuminanti.
L'amore ha mille sfaccettature, si sa. Non esiste un solo amore, e
nessuno è mai uguale all'altro. A volte si trasformano, si evolvono, raramente finiscono completamente. Tuttavia, se è stato amore autentico, rimane
dentro di noi e, in un qualche momento della vita, riaffiora dolcemente o prepotentemente, per una frazione di
secondo, per un giorno, per un mese. Il segreto risiede nella immensa capacità che
tutti noi abbiamo di amare e che ci è stata donata con... Amore.
Piccoli e grandi elettrodomestici, oggetti, mobili e
mobiletti, vestiti, scarpe, scatole di ogni tipo. Sono alcuni degli oggetti che
ci circondano. Nel posto in cui vivo la raccolta differenziata “porta a porta”
è già da tempo una realtà. Tuttavia mentre mi dedico alla suddivisione di ciò
che smaltiamo in famiglia, penso alla fine che faranno tutte le cose che
inserisco nel contenitore dell’indifferenziato. Con tutta probabilità quegli
oggetti confluiranno inesorabilmente in qualche discarica, in una ferita, l’ennesima
inflitta alla natura. Sebbene di enorme importanza, il riciclaggio non potrà
mai essere totale. La stessa cosa vale per il processo di antropizzazione al
quale sottoponiamo il nostro ambiente, ossia quell'irrefrenabile desiderio degli uomini di modificare l'ambiente per renderlo più consono ai propri fini.
Crescere all’infinito, è la soluzione a tutti i problemi del genere umano? A giudicare da quanto riportato nell’inquietante intervista al professor Frank Fenner si direbbe proprio di no.
Strane le contraddizioni del nostro mondo; da un lato facciamo
quotidianamente i conti con le complicate procedure alle quali adempiere per
difendere la “privacy” delle persone, dall’altra una strana voglia di mettere
in piazza ogni cosa di sé, anche le più intime e riservate. Ho trovato interessante la chiave di
lettura a questo fenomeno che ci fornisce Maria Laura Rodotà nell’articolo pubblicato
sul Corriere della Sera riportato integralmente.
I su e giu' della vita "Spero di rivederti presto", aggiunse il vecchio. "Mi ha fatto piacere la tua visita." Con ciò, gli strinse la mano e lo salutò. Il giovane era molto deluso all'idea di dover lasciare quel luogo splendido, ma si sentiva incoraggiato da quello che aveva trovato. Si disse che, in futuro, avrebbe guardato il lavoro e l'esistenza con occhi diversi. E sperava di riuscire a considerare il luogo in cui attualmente viveva come un'opportunità per scoprire quel lato positivo che si nasconde in ogni momento di crisi: solo così avrebbe potuto miglioirare le cose. Spencer Johnson, M.D. (Sperling & Kupfer)