Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole


CORAGGIO E PAURE di Fabrizio Cipollini
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Alessandro Baricco non lascia indifferenti. E questo nuovo libro non fa eccezione, fin dal titolo: Emmaus
Emmaus ricorda il famoso episodio, raccontato nel vangelo di Luca, in cui due discepoli subito dopo la crocefissione del Cristo, in viaggio verso l'omonima cittadina di Emmaus vengono affiancate da Gesù travestito da viandante. I due discepoli non lo riconoscono ed iniziano a discutere con lui dei fatti della sua stessa passione, giunti ad Emmaus il viandante fa per prendere la strada ed i due discepoli lo invitano a trascorrere la notte con loro, visto l'approssimarsi della notte. Gesù accetta l'invito e, mentre sono seduti a tavola, spezza il pane. Nel fare questo gesto, i due discepoli lo riconoscono, ma Gesù sparisce.

Ma il titolo Emmaus serve, oltre a darci un indizio sull'andamento della vicenda, anche come costruzione del background dei protagonisti.

Quattro ragazzi sono, infatti, i protagonisti di questo romanzo: Il Santo, Kennedy, Luca e la voce narrante senza nome.

Senza nome è anche la città dove si svolge la vicenda, anche se è facilmente riconoscibile come una grande città del nord industriale nel post boom economico o nei primi anni 80.

I nostri quattro protagonisti hanno quella età che sembra eterna che si situa tra i 16 ed i 17 anni, frequentano la chiesa, dove suonano le canzoni per la messa, fanno volontariato in ospedale.

Vivono quella età in cui tutto è possibile, in cui si è padroni di tutto ed in cui tutto brucia con una passione e una velocità impressionante.

Costante della loro vita è la loro fede. Quella fede innocente, semplice e labile non ancora intaccata dal mondo e dal peccato.

Ed il mondo, nel microcosmo di Emmaus, ha un nome ben preciso: Andre.

Andre è il sogno erotico dei quattro. Una bellezza androgina, da notare il nome senza la "a", disincantata e disinibita che se ne frega della morale, praticando la fellatio davanti ai bar, e del buoncostume imposto dalla religiosità.

Andre sembra navigare leggera sulla vita, eppure, leggendo il romanzo, si scopre che ha alle spalle un tentativo di suicidio, che la sua sorella è morta il momento esatto in cui è nata e che è figlia di un prete.

All'inizio, con l'incoscienza e la potenza dei 17 anni, il Santo e l'io narrante cercheranno di "salvare" Andre arrivando a parlare con la mamma. Ma il tentativo di salvataggio, con un ironia letteraria muta, diventa la perdizione dei quattro.

Il primo a perdersi sarà Kenndy nella droga. Poi toccherà a Luca, ossessionato dal non sapere se il figlio di Andre sia il suo e dalla paura di chiedere, che si suiciderà. Infine il Santo accusato di aver ucciso un trans e deciso a scontare la pena ed i suoi peccati in carcere.

Il protagonista senza nome, che insieme a Luca, condivide una notte di sesso con Andre e Luca, si ritrova così a fare quello che abitualmente faceva.

Ma quella fede che li animava, ha ceduto sotto il peso della vita e così finisce la band che suonava in chiesa, oramai rimpiazzata da altri.

Il finale è un finale amaro e dolce, romantico e drammatico, di fede e di non fede. E' il finale di chi ha amato Dio di un amore infinito e cieco, poi ci ha fatto a botte e dopo cerca di fare pace su una base di una fede e di un rapporto completamente nuovo.

Il tipico rapporto da peccatore e penitente, un po' come la parabola evangelica del figliol prodigo, anzichè da innocente saccente ed onnipotente.

Superfluo elogiare la prosa di Baricco, una prosa ricca e fluente, meno poetica di Oceano Mare, forse più vicina a Castelli di Rabbia, ma altrettanto evocativa e capace di tratteggiare e dare spessore a città e personaggi senza nome.

Una scrittura capace di toccare le varie corde delle emozioni, rimanendo sempre coerente e sempre in guida del racconto.

Unica nota, a mio parere, stonata è lo stereotipo del prete pedofilo e sessuomane, ma per fortuna non essenziale alla fabula.

Sicuramente un libro da comperare e leggere.

 

 





PARTI DI NOI
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  “L’incontro con se stessi è una delle esperienze

   più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando

   tutto ciò che è negativo sul mondo

   che ci circonda. ”

                                 

                                              C. G. Jung

                                    

 

 

 

 

 

 

 

Al nostro interno, ed è un fatto noto, coesistono desideri ed aspirazioni diverse, spesso in conflitto tra loro. Desideriamo sposarci, ma vogliamo anche essere liberi come prima. Vogliamo rimanere in forma, ma detestiamo i sacrifici. Vorremmo una carriera di successo, ma aspiriamo ad una vita tranquilla. Che ci piaccia o noi, la nostra vita ci pone costantemente di fronte a delle scelte, con le nostre vocine interne che a volte ci spronano al cambiamento, altre volte sembrano volerci impedire di prendere una decisione definitiva. “Ma perché non cambi mai?”. Questo è il titolo dell’articolo scritto da Luciano Di Penta, una frase che chissà quante volte abbiamo sentito provenire dal nostro interno o da qualche persona con la quale siamo entrati in relazione. Leggiamolo con attenzione, chissà che non possa aiutarci a comprendere quali sono i blocchi che ci impediscono di prendere la strada giusta.

 

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SOCIETA'

 

REALITY... NOT FANTASY 

 

 

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CONSIGLI INUTILI
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Ricevo molte e mail nelle quali mi si chiede qualche consiglio sulla gestione di storie d’amore più o meno vive, oppure su comportamenti da adottare (o da evitare) nei confronti del proprio partner.

Come dico spesso, non sono bravo a dare consigli, avendo maturato la convinzione che quando qualcuno chiede suggerimenti, con tutta probabilità, ha già deciso cosa fare.

L’amore è un sentimento meravigliosamente unico, ricco di infinite sfaccettature. Ognuno ha conosciuto il “suo” amore; ognuno sa, o crede di sapere, cosa si aspetta dall’altro, o meglio, cosa vorrebbe. Purtroppo sogni e realtà spesso non collimano totalmente; le differenze a volte si palesano velocemente, altre volte nel corso del tempo, come un numero infinite di gocce che si accumulano inesorabilmente in un recipiente, giorno dopo giorno. In aggiunta il contenitore, non appena lo si agita, diventa torbido tanto da impedirci di vedere oltre. Accade così che più ci agitiamo, più ciò che vediamo diventa confuso, indecifrabile.

L’unica via che ci rimane da seguire, è quella di far sedimentare quanto è in sospensione, in modo da poter osservare con la necessaria serenità ciò che realmente accade all’interno del recipiente stesso. Trascorso qualche tempo le domande che ci poniamo potranno avere risposte sincere, utili a comprendere qual è il comportamento migliore da adottare, soprattutto per se stessi. Attenzione però. Amare davvero è difficile, mentre è facile cadere nella tentazione di percorrere strade all'apparenza lineari,  il più delle volte improntate alla rinuncia immediata di ciò che si sta vivendo, magari per comodità o per paura di soffrire.

 

Dipinto di René Magritte - Amanti 1928





QUELLO CHE NUTRI di Fabrizio Cipollini

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Un anziano Apache stava insegnando la vita ai suoi nipotini.
Egli disse loro:

“Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi.
Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza,
l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire,
la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.

L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere,
la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia.
La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”

I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese:
“Quale dei due vincerà?”

L’anziano rispose semplicemente:
“Quello che nutri.”

-----------------------------------------------

Ho subito amato questa storia apache per la sua semplicità e per la sua magia.  Semplicità non vuol dire facilità e magia non vuol dire esoterismo.

Tutti noi possiamo sentire i morsi , le unghie ed i latrati di questi due lupi dentro la nostra anima, dentro la tempesta delle nostre anime quando il vento freddo della vita decide di abbattersi per abbatterci.

Tutti noi abbiamo vissuto, viviamo e vivremo questa lotta infinita ed atavica tra queste due bestie.

Tutti noi, a bocce ferme, sappiamo quale dei due lupi nutrire. Eppure nel pieno dei nostri inverni compiamo la scelta sbagliata.

Possiamo fare la scelta sbagliata perché accecati dall’odio, dalla rabbia e dall’invidia.

Possiamo fare la scelta giusta perché illuminati dalla gioia o dall’amore 

Perché alla fine è tutta una questione di scelta ed è rimessa a noi.

Perché noi siamo quei due lupi.

Dobbiamo accettarci per quello che siamo, perché se siamo nel buio sappiamo che possiamo portare la luce, perché se siamo nella luce, siamo consapevoli che una parte di buio brillerà con essa.

Di una sola cosa possiamo esserne certi: non saremo mai completamente al buio, non potremo mai essere completamente alla luce.

È la benedizione (e la maledizione) di essere uomo e di poter scegliere. 

 

 

 

 




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Giuseppe Zanghi
Seguendo il suo istinto si dedica alla ricerca in ambito psicosociale, interessandosi inizialmente ...
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I su e giu' della vita
"Spero di rivederti presto", aggiunse il vecchio. "Mi ha fatto piacere la tua visita." Con ciò, gli strinse la mano e lo salutò. Il giovane era molto deluso all'idea di dover lasciare quel luogo splendido, ma si sentiva incoraggiato da quello che aveva trovato. Si disse che, in futuro, avrebbe guardato il lavoro e l'esistenza con occhi diversi. E sperava di riuscire a considerare il luogo in cui attualmente viveva come un'opportunità per scoprire quel lato positivo che si nasconde in ogni momento di crisi: solo così avrebbe potuto miglioirare le cose.
Spencer Johnson, M.D. (Sperling & Kupfer)
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