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"E la stessa cosa; perciò dico: Egli distrugge l'integro e il malvagio. Se un flagello semina improvvisamente la morte, egli ride della sofferenza degli innocenti."
Libro biblico di Giobbe ( 9: 22 - 23)
Foto ANSA
Difficile oggi non dare retta a queste parole, contenute nel libro biblico di Giobbe ( 9: 22 - 23), quando alla televisione passano le orrende immagine di case distrutte e vite spezzate. Difficile non alzare gli occhi al cielo e chiedere: "perchè ?". Perchè di tanta sofferenza. Perchè di tanto dolore. Perchè di tanta distruzione. Difficile anche parlare. Difficile anche ragionare, quando alle 3 e 32 minuti della notte viene letteramente scaraventato giù dal letto con tutta la casa che si muove ed oscilla intorno a te. Certamente non sei nella zona dell'epicentro, ma non dovresti rallegrartene. E' stata solo una questione di pura fortuna. Tre anni fa lavorarvi all'Aquila e se tutto fosse andato bene, ieri sera saresti stato ancora in quella città ad aspettare l'inizio di una nuova settimana lavorativa. Per questo quelle immagini fanno ancora più male e, subito dopo aver pensato: "Potevo esserci anche io !", la seconda domanda che si affaccia alla mente è: "Perchè ?". Ci si sente come Giobbe, colpito da ogni afflizione e da ogni disgrazia, che alza gli occhi al cielo e cerca di parlare con Dio, anche protestando. La paura diventa sempre più padrona del tuo cuore e della tua mente e le lacrime scendono copiosamente. E quello che fa male è che anche il cielo sembra muto. Spettatore immobile a guardare tutta quella sofferenza. Quelle crepe e quelle case sventrate diventano i simboli della tua anima ed il paesaggio delle tue certezze. Quando la forza della natura si scatena, c'è ben poco da fare. Possiamo solo ricordarci di quanto siamo piccoli e di quanto siamo fragili. Eppure in quella devastazione c'è ancora l'uomo che lotta per salvare altri uomini, nonostante la propria fragilità e la propria debolezza. C'è ancora la volontà di aiutare e di aiutarsi. Dentro gli occhi leggi la forza di non farsi mettere in ginocchio dalla irrazionalità del dolore. Dietro quelle lacrime c'è l'ostinazione della vita. Capisci che c'è una unica risposta ai tuoi perchè ed è l'origine di quella volontà e di quella determinazione. Ed è Dio. La senti ascoltando il vento e cercando di aprire di più il tuo cuore quando tutto sembra volerlo chiudere. Lo vedi negli occhi degli altri. Lo leggi nel passaparola di Internet. Purtroppo non si tratta di capire, ma di credere. Di credere che la vita può cadere ed inciampare, ma che non finirà di camminare. Di credere che una casa è stata distrutta, ma che tornerà integra e meglio di prima. Di credere che la ferita, anche se profonda, si rimarginerà perchè è solo una questione di tempo. Dobbiamo credere ed avere la sicurezza che ci alzeremo in piedi e che, presto, inizieremo a ricostruire. Perchè è questo quello che dobbiamo ai vivi e, soprattutto, ai morti.
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In giorni come questi mi accorgo che anche le azioni più semplici sono cariche di significati e di riflessioni. Capita dunque che aprendo un cassetto per prendere un indumento, farsi una doccia, prepararsi, guardarsi allo specchio, fare colazione scegliendo tra le diverse possibilità, ci si possa scoprire più consapevoli della ricchezza di ciò che si possiede. Tutto sembra normale, all’apparenza scontato. Poi pensi a quelle persone che non hanno più nulla di tutto questo, cose semplici alle quali non facciamo più caso, immersi in un pensare spesso ridondante e superfluo. Ti vengono in mente le immagini di una mano che afferra alcuni biscotti, un bicchiere di latte caldo, una brandina, frammenti di Vita che ti colpiscono e ti fanno riflettere. Scopri nelle parole di quelle persone che senti come tuoi fratelli e sorelle, una serenità senza fine, la capacità di sorridere e di ringraziare solo per essere ancora lì a raccontarsi e a raccontare. Uno sguardo di un bambino di pochi mesi e quello di una vecchietta recuperata dopo ore di permanenza sotto un soffitto parzialmente crollato, rispondere con profonda saggezza alla domanda di un cronista su come abbia fatto a resistere per quasi due giorn: “ho lavorato, ho fatto l’uncinetto…”. Oppure una donna con sua figlia piccola sul sedile della sua auto che riferisce senza alcun tentennamento: “non penso più a ciò che non ho, da lunedì scorso sono un’altra persona…” Questo sì che è uno dei esempio di immensa vitalità e di coraggio.
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Foto ANSA
Un boato e mi sveglio di soprassalto, sorpreso e impaurito. Tutto sussulta, tutto trema senza sosta. Spero solo che passi in fretta e mentre aspetto, penso a cosa sarà successo nelle zone interne, verso la collina e le montagne. Mi sento più al sicuro vicino al mare, ma non riesco a gioirne. So che tra poco inizieranno a rincorrersi le notizie attraverso i vari tg sui quali concentro tutta la mia attenzione. Squilla il telefono, dall’altra parte chi, attraverso la condivisione delle proprie paure, sta tentando di trovare un po’ di serenità. Il tempo passa, ancora qualche scossa. Cerco di riprendere il sonno e, proprio in quello stato di dormiveglia, quando la parte inconscia riesce a prendere il sopravvento sulla parte apparentemente più razionale, mi viene in mente che la Natura se ne frega di tutto e procede per la sua strada. Così come permette il rifiorire di una stagione come quella primaverile, con i suoi colori, il suo tepore, i suoi profumi, è allo stesso tempo capace di scatenare la sua devastante potenza nel senso totalmente opposto, generando sofferenze senza fine. Penso che in tutto questo è racchiuso il senso reale di ciò che ci circonda e che, per usare la legge del TAO come giuda, deve necessariamente esistere una cosa perché possa manifestarsi il suo opposto. Difficile accettarlo ma, di fatto, nulla è più reale di Madre Natura in tutte le sue manifestazioni.
Il mio pensiero si espande fino ad abbracciare idealmente i miei conterranei, nel gelo della notte, spaesati, impauriti ed indifesi, alla mercé di quella Natura che in questo momento ha mostrato il suo lato più incomprensibile e che ci sta ricordando, con spietata durezza, di non dimenticare l’importanza della Vita.
Coraggio amici miei!
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Ogni genitore ha in sé un profondo desiderio: costruire una meravigliosa relazione con i propri figli cercando di trasferire loro il senso di un legame che potrà essere di immensa utilità per le generazioni future.
Continua...
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Ci sono produzioni cinematografiche realizzate con budget assai limitati, ma che riescono a scandagliare sentimenti ed emozioni senza il filtro della mera razionalità, arrivando all'essenza dei pensieri così intensamente, da lasciare senza fiato. E' il caso di "Aria", che consiglio a quanti desiderano allargare la propria mappa nella direzione della comprensione dell'unicità e della preziosità della Vita.
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I su e giu' della vita "Spero di rivederti presto", aggiunse il vecchio. "Mi ha fatto piacere la tua visita." Con ciò, gli strinse la mano e lo salutò. Il giovane era molto deluso all'idea di dover lasciare quel luogo splendido, ma si sentiva incoraggiato da quello che aveva trovato. Si disse che, in futuro, avrebbe guardato il lavoro e l'esistenza con occhi diversi. E sperava di riuscire a considerare il luogo in cui attualmente viveva come un'opportunità per scoprire quel lato positivo che si nasconde in ogni momento di crisi: solo così avrebbe potuto miglioirare le cose. Spencer Johnson, M.D. (Sperling & Kupfer)
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