Per trovare la pace interiore, pratica l’autocontrollo; non disperdere le tue energie, ma tienile a freno e dirigile in modo utile
(Swami Kriyananda)
Sei tu al comando della tua vita.
Sei tu quello che decide oggi cosa sarai tu domani.
Non devi sminuire il presente, perché il presente è il tetto della casa che hai iniziato a costruire ieri e le fondamenta di quella che finirai domani.
Senza progetto però non puoi costruire niente.
La vita non ti permette di tornare indietro, per questo è necessario ponderare ogni azione.
Serve autocontrollo, ma autocontrollo vuol dire capacità di rispettare il progetto che tu hai di te.
Il tuo autocontrollo non deve però impedirti di agire.
È tramite l’azione che tu puoi divenire quello che hai progettato.
È l’azione che ti permette di evolverti.
Certe volte non ti piaci.
Certe volte sembra che la vita non abbia un posto per te.
Allora agisci per rabbia.
Allora agisci per disperazione.
Così facendo, però, non costruisci niente, e distruggi quello che fino ad adesso hai eretto.
Cosa ti rimane passato il temporale della rabbia ?
Cosa ti rimane dopo l’uragano della disperazione ?
Solo rovine.
Quelle peggiori sono le rovine di te.
Dopo la rabbia e dopo la disperazione devi rimetterti a costruire di nuovo il progetto di te e scopri che hai perso tempo per tornare al punto di partenza.
Hai agito, ma hai agito prima per distruggere e poi per ricostruire.
Ma non ti sei mosso.
Hai sprecato le tue energie.
Pensaci !!!
Se impari a non seguire la via della rabbia e della disperazione, però avrai capito cosa vuol dire dirigere le tue energie in modo utile.
Fabrzio Cipollini
(Appunti su una pagina di "I segreti della pace interiore" di Sweami Kriyananda)
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Dipinto di Carla Pierandrei - "I KING e la pittura"
Spesso mi scrivono per chiedere consigli su cosa fare in merito ad una scelta da compiere. “Ho questa confusione” mi dicono, “ da una parte vorrei questo, dall’altra…” Oppure “io so che questa non è la cosa ideale per me, ma…” E’ questo l’eterno conflitto dell’uomo, tutto proteso alla ricerca della formula magica per la felicità, senza magari considerare ciò che è realmente giusto per se stessi. Tuttavia, per continuare ad evolversi e a progredire nella nostra vita, è indispensabile iniziare a comprendere il significato più profondo delle nostre richieste, valutando, attimo per attimo, quali sono le migliori opzioni che possono condurci al vivere in piena armonia. Se ci fermiamo semplicemente a riflettere su cosa stiamo facendo, si rischia di rifugiarsi in qualcosa che assomiglia ad un semplice “placebo emozionale”, capace di sedare solo temporaneamente la nostra ansia, trascurando le vibrazioni interne naturali, perdendo la sintonia con noi stessi e con chi ci circonda. Se infatti desideriamo ciò che è solo apparentemente giusto per noi, creiamo un conflitto, spesso inconscio, tra bisogni e desideri autentici, con effetti negativi anche sulla nostra salute. Pensiamo all’aumento dei casi cosiddetti “depressivi”, alle crisi di panico, alla strisciante malinconia, alle insicurezze di varia natura. Nella nostra nazione si stima che circa un quarto della popolazione si considera afflitta da una qualche forma depressiva, con una incidenza doppia nelle donne. Ciò è la riprova che i segnali che inviamo attraverso il nostro cervello al nostro corpo, sono talvolta in conflitto con i bisogni realmente avvertiti al nostro interno. E’ come se ci fossero più spinte dentro ciascuno di noi verso due direzioni diverse, una più sana, una totalmente insana e nociva. E’ noto che ogni persona ha delle caratteristiche psicofisiche diverse; c’è chi ad esempio è estroverso, pieno di energia, pronto a cogliere ogni stimolo per sperimentare sensazioni ed emozioni nuove. Qualcun altro è più introverso, lento all’azione, votato alla riflessione estrema, convinto che tutto potrebbe andare meglio. Tuttavia ciascuno è alla ricerca del proprio equilibrio e della propria felicità, nel mutamento costante. Ma se rispetto alle nostre caratteristiche opponiamo ritmi, desideri, aspirazioni, motivazioni, pressioni psicologiche innaturali, non armoniche con noi stessi e con chi ci circonda, ecco che creiamo i presupposti per un processo involutivo e non evolutivo, quale quello a cui tutti noi dovremmo tendere. Per intraprendere la strada della consapevolezza, dovremmo attribuire valore alla Vita, a ciò che si fa e che si è, accogliendo le nostre imperfezioni, coltivando le nostre passioni che alimentano il senso di armonia, rinunciando, se è il caso, a tutto ciò che percepiamo essere incoerente con il nostro percorso di crescita. La naturalità parte da noi e si irradia agli altri e, in questo percorso, scoprire una serenità tale da permetterci di essere sufficientemente sereni dal poter scegliere ciò che è giusto per noi.
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"La coscienza è la percezione interna della legge morale di Dio".
Oswald Chambers
L'immagine è tratta dal film "L'Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford"
Non conosco quale sia la vostra percezione circa uno schema comportamentale sempre più tipico dei giorni nostri: quello del “codafurbo” (Il codardo-furbo). Sono queste delle persone che si muovono in ogni ambito della vita sociale e, a dispetto della loro vera indole, hanno di solito nel proprio DNA la tendenza ad un agire apparentemente cordiale e si presentano e rappresentano come candidi nella loro presunta intelligenza. Di fatto sono caratterizzati interiormente da una marcata volontà di dominio, a volte derivante da una sproporzionata, quanto irreale, autostima. Spesso cresciuti nell’odio e nel rancore, si fidano soltanto di chi esprime forza, anche attraverso manifestazioni di smisurata aggressività, soprattutto verbale. Per queste persone conta solo il proprio tornaconto, spesso piccolissimo , e poco altro ancora. Talune volte sono vendicativi, odiano in modo profondo chi ha osato contraddirli, o li hanno – a loro giudizio - offesi, anche per anni o per decenni. I “codafurbi” hanno una infinita capacità di mentire. Probabilmente fin da piccoli, hanno imparato a dissimulare le loro emozioni, perché tradire una emozione può voler dire essere sminuiti. Difficilmente sono diretti ed è quindi arduo scoprire il loro inganno prima che abbiano inferto il primo colpo. Menzogne, intrighi ed inganni fanno parte del loro mondo, tuttavia quando nel “codafurbo” è la codardia a prevalere, riesce anche a pentirsi delle sue azioni, tentando recuperi impossibili verso chi hanno ferito. In questo periodo di caos, escono allo scoperto e difendono fino allo strenuo delle forze le loro posizioni ed i loro status faticosamente conquistati.
Non cercate di smascherarli, diventerebbero troppo aggressivi, anche verso loro stessi. Osservateli con attenzione e pensate che, in fondo, si comportano nell’unico modo che possa dare loro una minima ragione di vivere, sperando che prima o poi comprendano l’inutilità del loro attaccamento. Non dimentichiamoci che nel comportamento di ciascuno di noi c’è la forza per poter modificare il proprio modo di agire e, nel caso del “codafurbo”, vi è la capacità di indirizzare le proprie energie verso un obiettivo, con determinazione e costanza. Com'è noto, modificare il focus della propria azione partendo dal proprio interno, arrivando a concentrarsi all’esterno di se stessi, consente di ottenere risultati capaci di cambiare radicalmente la propria Vita.
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DOMANDA: Sono state fatte obiezioni contro le sue proposte di regolamentazione dell'informazione televisiva. Molti, ad esempio, giudicano paradossale che un liberale come lei affermi la necessità di limitare la libertà di espressione. Che cosa ne pensa?
“Perché dovrebbe essere antiliberale o paradossale, per un liberale come me, affermare la necessità di limitare la libertà? Ogni libertà deve essere limitata. Non esiste libertà che non abbia bisogno di essere limitata. Dovunque ci sia libertà la miglior forma di limitazione è quella che risulta dalla responsabilità dell'uomo che agisce: se è un irresponsabile cadrà sotto i colpi della legge. La sua libertà sarà limitata dalla legge, se necessario anche per tutta la durata della sua vita. Certo noi speriamo che una tale necessità sparisca un giorno. E' questo che definisce lo sviluppo della civiltà: aumentare il grado di incivilimento e ridurre la necessità di imprigionare delle persone per tutta la vita. In ciò si vede lo sviluppo di una civiltà. Ma ciò non vuol dire affatto che sia paradossale per un liberale come me affermare che bisogna limitare la libertà di espressione”.
Karl Popper - Tratto dall'intervista "Televisione e violenza" - Inghilterra, Kenley, 13 aprile 1993
Studi recenti hanno dimostrato, in maniera inequivocabile, il legame esistente tra mente e corpo. Questo in occidente, dato che in oriente tale collegamento è conosciuto e studiato da millenni. In particolare, l’attenzione dei ricercatori di quelle latitudini era posta sulle cause interne della disarmonia, riconducibili a sette emozioni: gioia, rabbia, ansia, ossessione, tristezza, orrore e paura. Se proviamo una di queste emozioni per un periodo di tempo prolungato, il nostro flusso di energia potrebbe essere compromesso, esponendoci all’insorgere di malattie. Ciò non significa che le emozioni devono essere sottoposte ad un controllo circa l’intensità della loro manifestazione, arrivando a mantenerle all’interno di una soglia di moderazione - pratica peraltro complessa e riservata a poche persone davvero illuminate - . Ciò che realmente conta è che tutte le emozioni sopra descritte siano in un certo equilibrio tra loro. Nell’arco di una settimana, ad esempio, potremmo provare gioia intensa, rabbia, ansia, paura, mentre altre volte non provare nessuno di questi sentimenti in modo intenso. Se però durante la settimana proviamo solo rabbia oppure paura, la nostra salute potrebbe risentirne. Molti di noi in questo periodo avvertono una sensazione di stanchezza profonda, di nervosismo eccessivo, di “calo di energia”. Qualcuno inizia ad assumere integratori alimentari (vitamine, sali minerali, ecc), sperando che il “calo fisiologico” sia da ricondurre al mero affaticamento fisico. In realtà, se osserviamo ciò che accade intorno a noi, ci scopriamo bersagli di negatività e violenza senza limiti, soprattutto attraverso i mass media. In questo modo viviamo gran parte delle emozioni in modo disarmonico, e con loro ecco che il nostro corpo inizia a reagire in modo consequenziale. Diventare consapevoli di tale meccanismo significa avere a disposizione una possibilità di scelta per non lasciarsi travolgere dal mare di paura, orrore, tristezza, rabbia ed ossessione e, come primo passo, iniziare con il lasciare la televisione spenta più a lungo, e magari leggere i quotidiani partendo dall’ultima pagina…
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I su e giu' della vita "Spero di rivederti presto", aggiunse il vecchio. "Mi ha fatto piacere la tua visita." Con ciò, gli strinse la mano e lo salutò. Il giovane era molto deluso all'idea di dover lasciare quel luogo splendido, ma si sentiva incoraggiato da quello che aveva trovato. Si disse che, in futuro, avrebbe guardato il lavoro e l'esistenza con occhi diversi. E sperava di riuscire a considerare il luogo in cui attualmente viveva come un'opportunità per scoprire quel lato positivo che si nasconde in ogni momento di crisi: solo così avrebbe potuto miglioirare le cose. Spencer Johnson, M.D. (Sperling & Kupfer)
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