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Michelangelo sosteneva che la perfezione è “fatta di dettagli” e che per scolpire la perfezione “bastava togliere il superfluo”. Già, la perfezione…
In realtà Michelangelo faceva molto di più: creava; infondeva un’anima a quello che ai più appariva come un semplice blocco di marmo. Un’anima… “Perché non parli?” – così Michelangelo apostrofò il suo Mosè appena ultimato.
Penso che ciascuno di noi cerchi di scolpire la propria vita -in modo originale-, di darle un senso, di creare il proprio mondo “perfetto”, ovvero un mondo in cui esprimere il proprio desiderio e realizzare se stessi.
Prerequisito di questa tensione è, io credo, l’equilibrio.
Un equilibrio che non è mai statico e, soprattutto, mai definitivo. La sua ricerca è continua ed è fatta di accelerazioni e decelerazioni, anche improvvise.
Per me decelerare – mi è successo di recente – vuol dire “lasciare andare”, “togliere il superfluo”. E quando ho scelto di farlo sono stato invaso da una sensazione di pienezza. Sì, pienezza. Proprio nel momento in cui alleggerivo il mio carico di cose inutili e di freni.
La domanda alla quale rispondere è sempre la stessa: “Chi sono io?”, e “Dove sono io rispetto agli altri, al mondo?”.
Credo che la vera sfida per ciascuno di noi sia quella di riuscire a condividere, con tutte le persone che abbiamo incontrato e che incontreremo, le nostre esperienze, piccole o grandi che siano. Penso che ognuno di noi debba mettersi in ascolto dell’altro e dall’altro apprendere, e con l’altro condividere ciò che si conosce ma anche e, soprattutto, ciò che si sente.
Oggi nasce Equilibri Dinamici che mi piace definire “il nostro spazio”, un progetto che stavo accarezzando da qualche mese e che finalmente è diventato realtà. Ringrazio tutti i colleghi e amici che hanno scritto e scriveranno i loro pensieri su queste pagine, e tutti coloro che avranno il desiderio e la costanza di leggerle, fornendomi, se ne avranno tempo e voglia, ogni indispensabile suggerimento per nutrirle di senso. Particolare gratitudine va a Fabiana, rigorosa, pungente, stimolante, curiosa e dolcemente testarda collaboratrice, senza la quale non sarei riuscito a dare la necessaria concretezza al progetto.
Buona lettura a tutti noi, dunque, e… buon Equilibrio Dinamico!
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