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L’aereo stava per atterrare all’aeroporto Charles De Gaulle e mi sentivo un dio. Business class, completo di sartoria e sorriso da pubblicità americana anni cinquanta. Ero in forma, sì, e realizzato, sì, e invidiato. L’aereo atterrava. Parigi si avvicinava; i miei sogni si avvicinavano. E a velocità accelerata, dandomi una sferzata di piacere puro. Parigi. Il Moulin Rouge? Notre Dame? La Senna, la Tour Eiffel? No. Parigi. Avanzamento di carriera. Prestigio. Orgoglio. Potere. “Ho stile, intuito, scaltrezza. Insomma, diciamoci la verità: ho 38 anni e sono tremendamente in gamba, ho 38 anni e sono perfetto per questo incarico. Perfetto per questa vita.” Scendo dalla scaletta dell’aereo e sono proprio un dio, con il mio completo di classe, il mio lavoro di prestigio e il mio sorriso… …idiota? Ecco, proprio quando non te l’aspetti, proprio quando ti senti forte e stai tra quelli che contano, ti domandi: “Ma io, chi sono davvero?” Il quadro, che era sempre stato appeso al chiodo della perfezione, all’improvviso frana. “Chi sono, io?” - ti ripeti. Buio. Ed è un buio che non avevi mai visto prima, e ti fa paura, perché non sai da dove arriva, perché arriva, e per quanto tempo ti farà visita. Spinto dal panico inizi una corsa affannosa alla ricerca di una via di fuga verso un barlume di luce: quella luce che prima ti bagnava generosamente e ti riscaldava, che ti rassicurava e ti rendeva magnifico. Ma è una corsa disperata, perché sei alla ricerca di un prima che non c’è più perché qualcosa è cambiato, ed è cambiato prima di te, prima che qualcuno potesse dire o fare qualcosa. Ti senti in trappola, smarrito in un posto che ti è estraneo ed ostile, e vorresti solo scappare, tornare a ciò che conosci che vedi che ricordi. La corsa è affannosa e disperata: non sai che stai disperdendo le tue energie, che ti stai muovendo verso un orizzonte cieco. Business class, abito di sartoria, Parigi. E’calato il buio, sì. Ma capisci che scappare non conviene. Capisci che devi solo fermarti, respirare e iniziare ad ascoltarlo, il buio. Parigi, business class, volo di ritorno. Dimissioni. La multinazionale sussulta: un altro quadro frana. Ma questa volta non è il tuo.
L'immagine: Carlo Romagnolo, "Fari e nebbia", olio su tela, 2007
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