Jan R. Jonassen
Canzoni.
Niente di più straordinario per evocare sensazioni che scaturiscono al ricordo di momenti ai quali hanno fatto da cornice. Un’altra estate è quasi finita. Altre note dentro la nostra anima, quasi a voler marchiare in modo indelebile calde immagini, preziose e sacre, gelosamente custodite nella profondità della nostra mente.
Dietro ogni brano un significato diverso e troppo personale per non illudersi che quelle parole e note, sono state messe insieme solo per noi.
Fabrizio, come sempre attento a cogliere sensazioni e momenti carichi di intensa vitalità , ci regala un altro post, bello, anzi bellissimo, quasi come le note di un concerto che vorremmo non finisse mai.
Finisco di lavorare alle 13 e 30 e, nonostante il caldo estivo, mi sento leggero e "carico". So già cosa devo fare. In rapida successione mi aspetta una doccia rinfrescante e rilassante, un piccolo spuntino e almeno 2 orette di sonno.
La sveglia suona puntuale ( e ci mancherebbe), ma il suo trillo non mi mette di cattivo umore, anzi direi proprio il contrario.
La T-shirt è quella di "ordinanza", i jeans sono quelli comodi, indosso il mio borsello da viaggio con tutto quello che mi servirà, occhiale da sole e cappellino militare.
Siamo a posto si può partire. Destinazione stadio olimpico di Roma per il concerto di Ligabue.
L'autostrada corre veloce, mai sopra il limite di velocità, e non è neanche troppo trafficata. Poi c'è la radio a farmi compagnia. Ancora non è ora di mettere il Liga. Il suo momento sarà in prossimità dell'arrivo, giusto per rinfrescare la memoria, e poi al ritorno affinché le emozioni non si dimentichino troppo presto.
Così facilmente si snoda questa striscia d'asfalto e di musica.
E la mente comincia a far caso che, sempre, i momenti e le persone più importanti della mia vita hanno avuto come colonna sonora o "icona" una canzone di Ligabue.
C'è stata C. che è stata ed è per me "Ho messo via".
C'è stata S. che è stata ed è per me "Ho perso le parole".
C'è stata G. che è stata ed è per me "L'Amore conta".
C'è stata E. che è stata ed è per me "Certe Notti".
Quella volta che avevo deciso di mollare tutto ed invece canticchiando "Una vita da mediano", ho deciso di rimettermi in gioco per l'ennesima volta.
Quella volta che avevo perso le speranze e "Non è tempo per noi" ha segnato l'arrivo di una bella notizia.
Quella volta che ho scoperto che "le donne lo sanno" assomigliava ad una mia poesia.
Quella volta che una "lettera a G." l'avrei voluta scrivere io a mia nonna, morta di tumore.
Quella volta che …
Quante volte ! Troppe volte !!
Eppure eccomi ancora lì a macinare chilometri, aspettando di urlare contro il cielo, mettendo in circolo il mio amore .
Nonostante comincino a passare gli anni, gli amici e le generazioni.
Così mi accorgo di essere ancora una volta ad un bivio della mia vita.
E la radio comincia a cantare:
Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia!"
Ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con 2 o 3 vizi al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole sempre nella mia camicia...
Abito sempre qui da me,
fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è
al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...
Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le storie che ho già visto e quelle da vedere,
e tutti quegli sbagli che per un motivo o l'altro so rifare...
Ho ancora la forza di chiedere anche scusa
e fare la partita giocando un fuori casa
e dirvi che comunque la mia parte ve la voglio garantire...
Abito sempre qui da me,
fra chi c'è sempre stato e chi non sai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...
sempre vivo …
Ho ancora la forza
e guarda che ne serve
per rendere leggero il peso dei ricordi
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ...
più tardi.."
Abito sempre qui da me,
fra chi c'è sempre stato e chi no sai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo... "
La ascolto di nuovo e capisco che era proprio questo quello che serviva. Il segnale che stavo cercando.
Arrivo nei pressi dello stadio e trovo subito parcheggio. Mi avvio velocemente verso i cancelli. Il mio passo è lieve,il cuore inizia a pompare adrenalina.
Entro e l'urlo della folla mia saluta e mi accudisce. Si spengono le luci e parte il primo riff di chitarra. Cantiamo tutti, cantiamo tutto all'unisono.
Poi il Liga finisce ed esce di scena. Mi attardo un po' per osservare le facce dei miei vicini. Tutti sorridono, qualcuno piange.
Ma l'energia è palpabile.
Ritorno verso la mia macchina. So già che arriverò molto tardi. Poche ore di sonno e poi di nuovo lavoro.
Ma non sono spaventato. Adesso so che "ho ancora la forza".
Fabrizio Cipollini
p.s.: la canzone di cui riporto il testo è "Ho ancora la forza" di Ligabue presente sul suo album più recente "Secondo tempo" e parzialmente ispirata dalla canzone omonima di Guccini.