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"Preferisco essere una goccia
d’amore che un mare
di amarezza.”
Madre Teresa
Nel nostro vivere di tutti i giorni, compiamo gesti deltutto simili a molte delle giornate che trascorriamo; sono i nostri rituali. Dal modo con cui ci svegliamo, ci prepariamo, colloquiamo, pensiamo, facciamo colazione, al tragitto compiuto per recarsi al lavoro, percorrendo le solite strade, soffermando il nostro sguardo sui soliti angoli, incontrando le stesse persone. Persino gli odori e i sapori ci sembrano analoghi a quelli annusati o gustati nei medesimi momenti della giornata.
Eppure ogni singolo gesto può caricarsi di enorme significato, se vissuto con gioiosa consapevolezza. Per farlo occorre riflettere anche un solo istante su cosa sarebbe la nostra vita senza quelle “noiose certezze”, senza quel volto di un collega, di un capo, di un cliente, di un amico o di un’amica invadente, che suscita in noi rabbia o semplicemente fastidio. Diamo tutto per scontato, come se il nostro compito fosse quello di far scorrere la Vita aspettando qualcosa di cui non siamo nemmeno poi tanto sicuri riuscirà a renderci davvero felici. Ma ciò che abbiamo è lì a portata di mano, sotto il nostro controllo e, quindi, terribilmente scontato. Scatta così un meccanismo perverso in base al quale non svolgere correttamente il proprio lavoro dando il massimo di se stessi in ogni momento, equivale a fare un dispetto a chi riteniamo ne sia poco meritevole. Difficilmente ci si accorge, che se trattiamo bene un cliente, un collega, la signora delle pulizie incontrata per le scale,o la persona anziana che ci porge l’ennesima volta la stessa domanda, si sta in realtà trattando bene se stessi, rispettando la propria persona, percependo un senso di straordinaria pienezza. Penso sia questa una possibilità che abbiamo per trasformare il difficile in cosa facile, la noia in piacere, il banale nello straordinario, fino a cogliere la magnifica sensazione che ogni giorno è diverso, perché è diverso l’amore che mettiamo in ogni nostra azione.
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