Ricevo molte e mail nelle quali mi si chiede qualche consiglio sulla gestione di storie d’amore più o meno vive, oppure su comportamenti da adottare (o da evitare) nei confronti del proprio partner.
Come dico spesso, non sono bravo a dare consigli, avendo maturato la convinzione che quando qualcuno chiede suggerimenti, con tutta probabilità, ha già deciso cosa fare.
L’amore è un sentimento meravigliosamente unico, ricco di infinite sfaccettature. Ognuno ha conosciuto il “suo” amore; ognuno sa, o crede di sapere, cosa si aspetta dall’altro, o meglio, cosa vorrebbe. Purtroppo sogni e realtà spesso non collimano totalmente; le differenze a volte si palesano velocemente, altre volte nel corso del tempo, come un numero infinite di gocce che si accumulano inesorabilmente in un recipiente, giorno dopo giorno. In aggiunta il contenitore, non appena lo si agita, diventa torbido tanto da impedirci di vedere oltre. Accade così che più ci agitiamo, più ciò che vediamo diventa confuso, indecifrabile.
L’unica via che ci rimane da seguire, è quella di far sedimentare quanto è in sospensione, in modo da poter osservare con la necessaria serenità ciò che realmente accade all’interno del recipiente stesso. Trascorso qualche tempo le domande che ci poniamo potranno avere risposte sincere, utili a comprendere qual è il comportamento migliore da adottare, soprattutto per se stessi. Attenzione però. Amare davvero è difficile, mentre è facile cadere nella tentazione di percorrere strade all'apparenza lineari, il più delle volte improntate alla rinuncia immediata di ciò che si sta vivendo, magari per comodità o per paura di soffrire.
Dipinto di René Magritte - Amanti 1928
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