Equilibri dinamici - allenamento al cambiamento consapevole
Categoria: benessere, felicità


EMOZIONI FUORI CONTROLLO
Credo che l’uomo stia smarrendo totalmente la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni. In ogni contesto sociale vige la regola del "fuori controllo". Tristezza, ansia, grande felicità, isterismi, paure, vendette, odio, gelosie, tutto portato all'eccesso. La società si modifica velocemente, mentre l’evoluzione del nostro repertorio emozionale avviene mediante un processo lento, basato principalmente sull’esperienza, il più delle volte bruciata senza consapevolezza dei momenti vissuti. A tal proposito, ho recuperato un’intervista al premio Nobel Rita Levi-Montalcini la quale ha espresso  il suo punto di vista circa i periicoli insiti nel cattivo utilizzo della parte limbica del cervello, sede appunto delle nostre emozioni. A mio avviso le sue parole sono a dir poco illuminanti.

GUARDA IL VIDEO




CONDIVISIONE E SERVIZIO

indice/immagini/post_immagini/Yangon01

Yangon, Myanmar - luglio 2009 - "Mary Chapman Shool for the Deaf Children"

 

Ore 8,45 aeroporto di Yangon, Myanmar (ex Birmania). Un’ interminabile serie di ore di volo con scalo a Bangkok. Una costruzione ultramoderna semivuota che stride con il panorama visto dall’alto. Le lunghe attese per le formalità doganali, il controllo dei visti per poi guadagnare l’uscita. Le porte scorrevoli si aprono davanti a noi e ci proiettano in modo violento nella realtà; caldo asfissiante, odori forti, umidità superiore al 90% e pioggia monsonica. Ora comprendo il motivo per il quale le agenzie turistiche sconsigliano questo periodo per il soggiorno. Tassisti all’arrembaggio dei pochi viaggiatori e un sorriso amico, accogliente, rassicurante che da lontano ci osserva e ci fa cenno di andare verso di lui. E’ il nostro referente per i progetti “Share”. Ci aspettava da tempo. Il nostro lavoro stava per iniziare.

Mentre corriamo verso l’albergo, mi ritorna in mente che ci sono molte strade per sperimentare nuovi modi di sviluppare la propria consapevolezza rispetto a  ciò che si è realmente. Tutto quello che appare nelle nostre azioni e diventa “visibile”, è una diretta conseguenza di ciò che si è al proprio interno, in quella parte più “invisibile” che nel suo pulsare tende a manifestare esternamente una nostra condizione interna. L’invisibile inizia a prendere forma, ad assumere un aspetto meno fantastico, più concreto e intriso di positività, capace di caratterizzare la nostra Vita su una base di felicità, armonia, gioia e amore. In effetti, se si vuole sperimentare questo stato occorre rendere visibile questa parte di positività originariamente presente in tutti noi. Ciò si può realizzare mantenendo una condizione interna che ci porta, attraverso il nostro agire quotidiano, a vivere le nostre esperienze riflettendo e meditando su ciò che si realizza, cercando di percepire se e quanto viene evidenziato risuoni con la nostra più profonda autenticità.

Condividere significa anche utilizzare il nostro talento nella direzione dell’offrire a qualcun altro, in una condizione di servizio che, proprio perché è rivolto ad una ricerca personale, diventa qualcosa che è molto diverso dalla beneficenza. Ecco che allora il condividere diventa il fare solo ciò che è meglio fare, percependo cosa si scatena al nostro interno. Agire significa creare i presupposti del corretto sentire e solo chi sente può capire ciò che spesso sembra non spiegabile, quello che non è visibile. Condividere significa sviluppare la sua azione verso lo sviluppo della propria umanità, percorrendo la via del cuore. La nostra è una società che parla molto di sentimenti, di emozioni, di amore, ma la stragrande maggioranza delle persone domanda amore e si aspetta amore, non si mette nella condizione di offrirlo in modo sincero. Non è possibile creare un’energia positiva dentro di noi se non si prova interesse e gratitudine nei confronti di quella persona, di quel progetto, di quella cosa specifica. Offrire qualcosa significa aver compreso la natura di colui al quale si offre, diventare sensibili (utilizzando i nostri sensi) nell’atto di comprendere a fondo. Frequentare una persona e cercare di comprenderla sono due cose completamente diverse. Basta immaginare cosa spesso accade in una coppia, negli ambienti di lavoro, tra amici. Ci vuole pazienza e un enorme rispetto nei confronti degli altri e un giorno, come d’incanto, anche solo per un istante, si percepirà una vicinanza tale da diventare una sola cosa con l’altra persona. Non vi è mai capitato di preoccuparvi per una persona amica, per il proprio partner, un parente, in modo da arrivare a provare le stesse sensazioni dell’altra persona, magari lo stesso dolore o la stessa felicità? Se non è accaduto significa che il nostro modo di vivere ha paralizzato il nostro “sentire”, il nostro cuore, la nostra anima. Da dove si può iniziare per fare questo percorso? Di sicuro si può iniziare da ciò che si incontra per la propria strada, nella propria quotidianità, senza tentare di andare oltre le proprie capacità. Un’azione, poi la seconda, poi un impegno più grande e così via. Passare poi nel cercare progetti più impegnativi, andare in posti nei quali si può rischiare molto, ma provare un amore che scaturisce dalla nostra parte più invisibile e si concretizza in azioni concrete nella direzione di lasciare un’impronta di Vita e di amore. Sarà magari una goccia in un mare, ma da quella goccia ne scaturiranno altre, fino a diventare un piccolo torrente e poi un fiume. Forse è tutto questo che mi spinge ad andare in paesi come quello dal quale sono stato, completamente diverso dal nostro, in una scuola per ragazzi con disabilità la “Mary Chapman School for the Deaf Children”, per condividere esperienze e dare concretezza ad un sogno partito qualche anno fa da chi ha già individuato il percorso per rendere noi stessi ed il mondo in cui viviamo più umano, attraverso un’offerta di servizio.

 





UNIVERSI

Il commento di Gemma al mio precedente post mi ha fatto pensare ad uno scritto riportato in un prologo di un libro, letto qualche anno fa. Proprio in quel periodo iniziavo, o meglio ritornavo, a percorrere il sentiero di un viaggio alla ricerca di una completezza vissuta nel cercare di comprendere il significato di ciò che osservo e di ciò che “sento”, scavando il più possibile in profondità. Cerco di non farlo solo a livello mentale, ma di sperimentare attraverso il fare e “fare ora”, accettando i rischi che scaturiscono da tale comportamento.

Non ricordavo però dove fosse quello scritto, allora non avevo ancora l’abitudine di annotarlo sul mio taccuino. Ma ho avuto la riprova che il nostro inconscio è il tramite per chiedere le nostre cose all’Universo. Proprio questa mattina stavo cercando tra i miei libri alcune informazioni ed eccolo apparire, magicamente.

Lo riporto per te “ragazzaccia” e per tutti quelli  che non si scoraggiano nel cercare di progredire nella scoperta di se stessi ponendosi domande a volte “scomode” e che, soprattutto, sanno ascoltare e attribuire un valore alle proprie risposte, qualunque esse siano.

 

NOI SIAMO DA SEMPRE UNA COSA SOLA

 

Proveniamo dall’oceano infinito dell’universo.

Ci siamo manifestati a milioni e miliardi dall’unità infinita.

Ci siamo realizzati come esseri umani in questo tempo e su questo pianeta.

Accarezziamo un sogno che non ha fine e viviamo gli effimeri corsi e ricorsi

                        Che si avvicendano su questa Terra.

La nostra vita è finita, ma il nostro sogno è infinito.

Noi sperimentiamo ininterrottamente il giorno e la notte, salute e malattia, felicità e infelicità, gioia e tristezza, ascesa e caduta;

Tuttavia il nostro sogno non muta, la nostra origine universale è senza fine.

Dividiamo le nostre esperienze mentre siamo su questo pianeta.

Mentre ritorniamo all’universo infinito diciamo:

                        Nell’oceano infinito noi siamo da sempre una cosa sola,

                        Incontriamoci di nuovo mentre ci manifestiamo in

                        Questo mondo relativo.

 

 

Michio Kushi

 Marzo 1978





SERENITA' di Fabrizio Cipollini
indice/immagini/post_immagini/Serenita

 

 

 

Per trovare la pace interiore, pratica l’autocontrollo; non disperdere le tue energie, ma tienile a freno e dirigile in modo utile

(Swami Kriyananda)

 

 

 

 

 

 

 

Sei tu al comando della tua vita.

Sei tu quello che decide oggi cosa sarai tu domani.

Non devi sminuire il presente, perché il presente è il tetto della casa che hai iniziato a costruire ieri e le fondamenta di quella che finirai domani.

Senza progetto però non puoi costruire niente.

La vita non ti permette di tornare indietro, per questo è necessario ponderare ogni azione.

Serve autocontrollo, ma autocontrollo vuol dire capacità di rispettare il progetto che tu hai di te.

Il tuo autocontrollo non deve però impedirti di agire.

È tramite l’azione che tu puoi divenire quello che hai progettato.

È l’azione che ti permette di evolverti.

Certe volte non ti piaci.

Certe volte sembra che la vita non abbia un posto per te.

Allora agisci per rabbia.

Allora agisci per disperazione.

Così facendo, però, non costruisci niente, e distruggi quello che fino ad adesso hai eretto.

Cosa ti rimane passato il temporale della rabbia ?

Cosa ti rimane dopo l’uragano della disperazione ?

Solo rovine.

Quelle peggiori sono le rovine di te.

Dopo la rabbia e dopo la disperazione devi rimetterti a costruire di nuovo il progetto di te  e scopri che hai perso tempo per tornare al punto di partenza.

Hai agito, ma hai agito prima per distruggere e poi per ricostruire.

Ma non ti sei mosso.

Hai sprecato le tue energie.

Pensaci !!!

Se impari a non seguire la via della rabbia e della disperazione, però avrai capito cosa vuol dire dirigere le tue energie in modo utile.

 

 

Fabrzio Cipollini

(Appunti su una pagina di "I segreti della pace interiore" di Sweami Kriyananda)

 

 





VIBRAZIONI NATURALI

indice/immagini/post_immagini/CarlaPierandrei

                                Dipinto di Carla Pierandrei - "I KING e la pittura"

Spesso mi scrivono per chiedere consigli su cosa fare in merito ad una scelta da compiere. “Ho questa confusione” mi dicono, “ da una parte vorrei questo, dall’altra…” Oppure “io so che questa non è la cosa ideale per me, ma…”  E’ questo l’eterno conflitto dell’uomo, tutto proteso alla ricerca della formula magica per la felicità, senza magari considerare ciò che è realmente giusto per se stessi. Tuttavia, per continuare ad evolversi e a progredire nella nostra vita, è indispensabile iniziare a comprendere il significato più profondo delle nostre richieste, valutando, attimo per attimo, quali sono le migliori opzioni che possono condurci al vivere in piena armonia. Se ci fermiamo semplicemente a riflettere su cosa stiamo facendo, si rischia di rifugiarsi in qualcosa che assomiglia ad un semplice “placebo emozionale”, capace di sedare solo temporaneamente la nostra ansia, trascurando le vibrazioni interne naturali, perdendo la sintonia con noi stessi e con chi ci circonda. Se infatti desideriamo ciò che è solo apparentemente giusto per noi, creiamo un conflitto, spesso inconscio, tra bisogni e desideri autentici, con effetti negativi anche sulla nostra salute. Pensiamo all’aumento dei casi cosiddetti “depressivi”, alle crisi di panico, alla strisciante malinconia, alle insicurezze di varia natura. Nella nostra nazione si stima che circa un quarto della popolazione si considera afflitta da una qualche forma depressiva, con una incidenza doppia nelle donne. Ciò è la riprova che i segnali che inviamo attraverso il nostro cervello al nostro corpo, sono talvolta in conflitto con i bisogni realmente avvertiti al nostro interno. E’ come se ci fossero più spinte dentro ciascuno di noi verso due direzioni diverse, una più sana, una totalmente insana e nociva. E’ noto che ogni persona ha delle caratteristiche psicofisiche diverse; c’è chi ad esempio è estroverso, pieno di energia, pronto a cogliere ogni stimolo per sperimentare sensazioni ed emozioni nuove. Qualcun altro è più introverso, lento all’azione, votato alla riflessione estrema, convinto che tutto potrebbe andare meglio. Tuttavia ciascuno è alla ricerca del proprio equilibrio e della propria felicità, nel mutamento costante. Ma se rispetto alle nostre caratteristiche opponiamo ritmi, desideri, aspirazioni, motivazioni, pressioni psicologiche innaturali, non armoniche con noi stessi e con chi ci circonda, ecco che creiamo i presupposti per un processo involutivo e non evolutivo, quale quello a cui tutti noi dovremmo tendere. Per intraprendere la strada della consapevolezza, dovremmo attribuire valore alla Vita, a ciò che si fa e che si è, accogliendo le nostre imperfezioni, coltivando le nostre passioni che alimentano il senso di armonia, rinunciando, se è il caso, a tutto ciò che percepiamo essere incoerente con il nostro percorso di crescita. La naturalità parte da noi e si irradia agli altri e, in questo percorso, scoprire una serenità tale da permetterci di essere sufficientemente sereni dal poter scegliere ciò che è giusto per noi.

 

 




Pag. 1 di 45 - Risultati: 225
1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - Successiva » - Ultima »»
Giuseppe Zanghi
Seguendo il suo istinto si dedica alla ricerca in ambito psicosociale, interessandosi inizialmente ...
continua...
Leggi tutti »

I su e giu' della vita
"Spero di rivederti presto", aggiunse il vecchio. "Mi ha fatto piacere la tua visita." Con ciò, gli strinse la mano e lo salutò. Il giovane era molto deluso all'idea di dover lasciare quel luogo splendido, ma si sentiva incoraggiato da quello che aveva trovato. Si disse che, in futuro, avrebbe guardato il lavoro e l'esistenza con occhi diversi. E sperava di riuscire a considerare il luogo in cui attualmente viveva come un'opportunità per scoprire quel lato positivo che si nasconde in ogni momento di crisi: solo così avrebbe potuto miglioirare le cose.
Spencer Johnson, M.D. (Sperling & Kupfer)
Tutti i libri »
Indice del forum »

> American Journal of Psychology
> American Journal of Sociology
> Choice
> Coach Federation
> Coachville
> IAC
> Mente e Cervello

> FIDAS
> Briciole di pane - il sito

> Briciole di pane

 

 

indice/immagini_box/manitese

VAI AL SITO DI "MANI TESE"

 

indice/immagini_box/share1

indice/immagini_box/share2

One world one people one life

(clicca qui)

indice/immagini/post_immagini/telefonoazzurro

"Senza di te
Telefono Azzurro
non c'è"

indice/immagini/post_immagini/logosave

Italia Onlus

Aderisci alla campagna

"Riscriviamo il futuro"

 

indice/immagini/post_immagini/BANNERUNICEF

SOSTIENI LA CAMPAGNA

 

indice/immagini/post_immagini/amnesty

 

indice/immagini/post_immagini/caino

CLICCA QUI

 

Archivio articoli »

Giuseppe Zanghi

Corrado Canale

Galliano Cocco

Fabrizio Cipollini

Manuela Di Giovanni

Fabio Muzzupappa

Luciano Di Penta

© 2007 - 2010 Equilibri dinamici • credits: M1 - WEB AGENCY